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La Grande Festa del 1739

Tra le opere d'arte presenti nella collezione del Monte dei Paschi di Siena è conservato il dipinto, di Giuseppe Zocchi (olio su tela di cm. 82 x 132), che riproduce la Piazza del Campo col Palio corso il 2 aprile 1739, in onore dei nuovi Granduchi di casa Lorenese, vinto dalla Nobil Contrada del Bruco.
Era successo che dopo la morte del Granduca Gian Gastone, spentasi la Casa Medicea, salì sul trono di Toscana la dinastia Lorenese nella persona di Francesco, figlio di Leopoldo il Grande, Duca di Lorena, Re di Gerusalemme, ecc. ecc.
Ai primi d'aprile del 1739 Francesco II, la moglie Maria Teresa Arciduchessa d'Austria, il fratello Carlo e numeroso seguito onorarono di loro presenza la città nostra.
L'iniziativa dei festeggiamenti fu presa dalla "Conversazione degli Uniti al Casino" che fece correre un Palio di 28 braccia di broccato verde del valore di 100 scudi e dette 10 piastre, aggiunte alle 5 della Balìa, a ciascuna Contrada affinché facessero belle comparse.
Nell’Assemblea Generale del 18 febbraio, la nostra Contrada decise di partecipare al Palio straordinario e in quella del 23 marzo (pochi giorni prima della carriera), elesse il Capitano, Angelo Serafini, con 21 voti favorevoli e 2 contrari. Il nuovo Capitano, nella stessa riunione nominò, “a suo genio”, il tenente Ansano Grezzini, il Sergente Gian Battista Pegni, il Caporale Gherardo Braccio e l’Alfiere Ranieri Pomini.
Presero parte al Palio mediante estrazione a sorte tra tutte quelle che avevano dato la propria adesione: Aquila, Bruco, Chiocciola, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Selva, Tartuca e Torre. Vinse il Bruco con il fantino Antonio Crognolini detto Pettinaio e con il cavallo Leardo.
La sera medesima fu fatta grande illuminazione in tutta la Città con torce e bandiere spiegate, il Campo era splendidamente addobbato con un magnifico porticato che circondava quasi tutta la Piazza, con archi trionfali eretti sugli sbocchi, con palchi sotto i portici e terrazze al di sopra.
Il giorno successivo (3 aprile) fu fatto un bellissimo "Gioco della Pallonata" eseguito da due schiere di giovani, ciascuna delle quali si presentò con due carri allegorici; ma la cosa straordinaria, se non altro perché inconsueta per Siena, fu il "Gioco del Ponte" fatto nella pianata della gavina dentro la piazza, dove era stato eretto un maestoso ponte a similitudine di quello di Pisa.
La sera i festeggiamenti si conclusero con il trattenimento al Collegio Tolommei dove i Nobili Signori Convittori dettero una commedia buffa, benissimo adornata con appropriati intermezzi.
La sera del 6 aprile, senza perdere tempo, ebbe luogo una nuova Assemblea nella nostra Contrada, nella quale fu deciso all’unanimità di vendere il Palio vinto, che fruttò 60 piastre di cui, tolte le spese per il fantino e per la stalla, ne restarono 20 alla Contrada.

Germano Trapassi